L’ipercolesterolemia insieme ad altri fattori come l’obesità, il fumo da sigaretta, la sedentarietà, la dieta squilibrata, l’ereditarietà, rappresenta un indicatore di rischio nei confronti  delle malattie cardiovascolari. Studi epidemiologici indicano che colpisce la popolazione Italiana con un’incidenza del 21% degli uomini e il 23% delle donne mentre il 37% degli uomini e il 34% delle donne è in una condizione definita border line. (dati Cnesps Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute – www.epicentro.iss.it ). Spesso il paziente ed il medico curante scoprono valori che indicano sbilanciamenti del metabolismo lipidico casualmente, in seguito ad esami ematici di routine, infatti  tale valore non si estrinseca attraverso una sintomatologia ben definita. Dalla bibliografia emerge che tale situazione può essere migliorata attraverso un intervento differenziato su vari fronti che spesso coinvolgono in prima persona il paziente ed i suoi stili di vita. Il trattamento Osteopatico vuole  inserirsi in questo contesto generale come ulteriore strumento di aiuto a disposizione del paziente nel momento in cui il medico determinasse la necessità di intervenire oltre che con la terapia farmacologica, dietologica, ecc, anche attraverso un riequilibrio generale del paziente. Con tale fine il protocollo andrà a favorire soprattutto la liberazione di tutte quelle strutture muscolo scheletriche, vascolari, respiratorie, viscerali, neurologiche che sottendono ad una fisiologica funzionalità epatobiliare.

IL TRATTAMENTO EPATICO IN OSTEOPATIA

Tradizionali principi osteopatici generali contestuali

Come ogni altro trattamento sia esso primariamente viscerale, strutturale o cranio sacrale o misto anche in questo caso il paziente verrà considerato in ambito pienamente globale impostando il trattamento considerando:

–        tutti i dati emersi in anamnesi

–        I risultati dei test Osteopatici – Neurologici – e/o Ortopedici

–        La risposta dei tessuti

–        Il feedback del paziente

Il trattamento specifico epatico non avrà quindi le caratteristiche di un protocollo ma terrà presente le specificità fisiologiche, patologiche, psicologiche e storiche del paziente. Vediamo quali sono i principi generali che l’Osteopatia pone in essere di fronte ad una problematica terapeutica tanto complessa e già studiata approfonditamente in ambito medico. Ovviamente l’ambito focale di intervento sarà quello epatico, data la centralità che tale organo detiene come centrale biochimica corporea, con funzioni di filtraggio e rielaborazione del flusso artero-venoso e linfatico, assicurando in ogni momento un’ottimale rifornimento di materiale energetico a tutti gli altri organi. In questo contesto, la capacità del fegato di accumulare nutrienti e di modulare la biodisponibilità sistemica è regolata da numerosi fattori locali e dalle richieste energetiche degli altri organi. La funzione metabolica epatica è sottoposta a un fine controllo essenzialmente di tipo endocrino, soprattutto da parte degli ormoni pancreatici, surrenali e tiroidei. Sempre nel rispetto de principi che regolano il trattamento Osteopatico e specificatamente in riferimento all’importanza del micro e macro movimento delle strutture trattate, verranno considerati tutti gli aspetti che determinano una fisiologica collocazione dell’organo nell’epicondrio dx attraverso il trattamento di tutte le strutture anatomiche ad esso collegato qual’ora lo necessitassero per soddisfare la necessità di porre l’organo in situazione ottimale fisiologica secondo i principi di mobilità e motilità. Particolare importanza verrà data quindi alla liberazione di tutte le strutture che direttamente e/o indirettamente limitano l’afflusso ed il drenaggio di sangue artero-venoso e linfa da e verso l’organo secondo il principio Osteopatico della supremazia dell’arteria. Non di meno verrà trascurato il concetto base espresso da Magoun secondo cui per la funzione epatica è importante la postura.

Linee guida di trattamento

–        Trattamento dei legamenti epatici

–        Regolazione del passaggio dei nervi vaghi

–        Regolare le disfunzioni cervicali e dorsali

–        Regolazione del passaggio del nervo frenico di dx + eventuali correzioni strutturali cervicali C3-4-5

–        Trattamento di D9 per innervazione splancnica all’arteria epatica e al circolo portale

–        D1-D8: branche epatiche del plesso solare

–        Liberazione dei punti di tensione addominale specifici e tecniche su fegato e cistifellea

–        Tecniche di drenaggio epatico e splenico

Considerazioni

Ritengo che tale approccio Osteopatico alla luce delle precedenti sperimentazioni debba essere arricchito di nuovi elementi sia di analisi che di trattamento sia all’evidenza degli scarsi riscontri ottenuti sia alla complessità del quesito terapeutico. Non è nelle corde delll’Osteopatia fornire soluzioni semplici di fronte alla sfida della complessità. Senza rinnegare in nessun modo la tradizione i cui principi non vengono di certo messi in dubbio penso che sia necessario arricchire il nostro modo di operare tenendo presente delle nuove scoperte e nuovi modelli di riferimento in ambito Osteopatico e Scientifico.

“Viene quindi sottolineata l’importanza di comprendere il problema dal punto di vista Olistico è di fare una diagnosi corretta senza dimenticare che il 75% del trattamento è rappresentato dalla diagnosi “  (T.E.Hall)

Partendo da questo concetto è possibile addentrarsi nella complessità di problemi interconnessi, affrontandoli uno alla volta. Il primo problema da affrontare è:

a quale nuovo modello fare riferimento per rendere più efficace il nostro intervento ?

RICERCA DI UNA NUOVA VIA

Principi Osteopatici storici

Rimarchiamo qui la necessià di mantener fede ai principi storici fondamento dell’Osteopatia enunciati da Still ed arricchiti nel 1953 dall’ Osteopatic Commitee di Kirksville  elencando poi una serie di modelli che negli ultimi anni hanno destato interesse in campo Osteopatico :

– il corpo è un’unità.

– La struttura regola le funzioni.

– Il corpo possiede meccanismi auto regolatori.

– Il corpo ha la capacità intrinseca di difendersi  per salvarsi da solo.

Più tardi a questi quattro concetti base sono stati aggiunti i seguenti:

–   quando la normale adattabilità viene disturbata o quando i cambiamenti ambientali

superano la capacità del corpo di difendersi da solo può insorgere la malattia.

–  Il movimento dei fluidi corporei è essenziale per il mantenimento della salute.

–  I nervi giocano un ruolo fondamentale nel controllo dei fluidi corporei.

– Esistono componenti somatiche nella malattia che non solo sono manifestazioni   della  stessa, ma sono anche fattori che contribuiscono al mantenimento dello stato dii       malattia.

Il modello strutturale moderno

–       modelli compensatori di disfunzioni individuali

–       schema in base al quale creare modelli di triangoli o di unità

–       visione più globale rappresentata dai poligoni

(T.Dummer – A texbook of Osteopathy,vol1)

Modello tensegrivo

Il modello meccanico tensegrivo è una sfida nei confronti del modello compressivo Newtoniano  da cui derivano i nostri classici principi di biomeccanica del corpo. Si tratta di un sistema formato da elementi compressivi discontinui connessi da un cavo torsionale continuo organizzati in modo tale da distribuire le forze in ogni direzione attraverso struttura che  focalizzano la capacità di quest’ultima di lavorare come una sola unità integrata.

(Stone C. 1999 Science in the art of Ostopathy)

Modello biotipologico

Tre gli studiosi che hanno sintetizzato vari modelli biotipologici:

–        J.M. Littlejohn:  tipo anteriore – posteriore

–        W.H.Sheldon:   tipo endomorfo-ectomorfo-mesomorfo

–        M.Martiny:        tipo endoblastico-mesoblastico-ectoblastico

(Sheldon W.H., Stevens S.S., Tucker M.D. 1940)

Il sistema nervoso ed i principi di Korr

Questo principio alla base neurofisiologica della lesione osteopatica si basa soprattutto su uno stimolo aberrante del segmento spinale da parte dei propriocecettori disturbati dalla disfunzione somatica

(Korr I.M. 1979 The neural basis of the Osteopathic Lesion)

Modello psicologico

È risaputo che la mente degli effetti piuttosto drammatici sul corpo. Pensate alla persona che ha avuto, all’improvviso, una grande paura: impallidisce gli sudano le mani gli si rizzano i peli. Un soggetto depresso, anche lui, si riconosce dal suo modo di presentarsi: ha una postura incurvata con spalle intraruotate, testa abbassata, è presente un rallentamento anche nei propri processi fisiologici. L’ansia provoca “farfalle nello stomaco” e, se persistente favorisce l’ulcera gastrica. Questi sono tutti esempi di problemi psicosomatici. Nella società attuale le richieste emotive sono elevate, ed è raro incontrare qualcuno che non sia colpito da questi tipi di stress che comportano, logicamente conseguenze somatiche.

Modello psicodinamico della personalità

L’idea di Freud sulla personalità e che questa comprende tre parti interagenti: l’Es, il Super-io, e l’Io.  (Breuer J. Freud S. 1955 Studies on hysteria)

Wilhelm Reich

Lo psicologo W.Reich ha riconosciuto l’importanza del sistema nervoso autonomo, che agisce come un interfaccia tra i processi corporei ed emozionali

( The use of touch in Psycotherpy Self&Society magazine n.26)

Allostasi

In base all’ eventualità che si possa passare dalla normale fisiologia alla patologia, numerosi studiosi hanno focalizzato la propria attenzione sugli effetti dello stress e di quanto può succedere quando nel corpo non si verifica un recupero totale.

(Sterlig P., Eyer J. 1988 Allostasis: a new paradigm to explain arousal pathology.)

Modello respiratorio circolatorio

Questo modello origina da una considerazione molto semplice ossia che la respirazione corretta è di estrema importanza nel completare il ciclo cardiaco e nell’assicurare, di conseguenza, un’ottima perfusione dei tessuti corporei.

(Zink J.G. 1997 Respiratory and circulatory care: the conceptual model )

Modello della lesione Osteopatica totale

La lesione osteopatica totale è un principio che sta alla base di tutta la pratica osteopatica. Si fonda sulla percezione terapeutica umanistica, che considera il paziente come una persona completa, somma di mente, corpo e spirito, e che è consapevole di tutte le influenze, sia interne che ambientali, a cui la persona è soggetta in ogni giorno della propria esistenza.

(Fryette H.H. Priciples of Ostepathic technic 1980)

Modello PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia)

L’indirizzo dei ricercatori è stato quello di cercare di comprendere le basi fisiologiche degli effetti dello stress sul sistema immunitario, in quanto si è osservato che lo stress è soprattutto quello emotivo, e influenza lo stato di salute di un individuo soprattutto in riferimento al  sistema neuroendocrino immunitario che è stato descritto come un sistema complesso al centro  di processi che agiscono in modo coordinato. Esiste una comunicazione bidirezionale tra i grandi sistemi attraverso un meccanismo mediato dagli recettori, con il loro regolatori, gli ormoni egli immunoregolatori che agiscono non solamente sul loro proprio sistema, ma anche sugli altri. Al centro di tutto questo c’è l’ipotalamo e le sue molteplici connessioni afferenti e efferenti con altre aree del sistema nervoso.

(Willard F.H. MoKler D.J., Morgane P.J. Neuroendocrin-immuno-system and omeosth. 1997)