Abbiamo visto nel nostro approfondimento “Obesità e geni: una malattia ereditaria?” come le cause di una malattia così complessa come l’obesità non possano essere rintracciate in un unico fattore.

Si tratta invece in un insieme di questi, dove fattori genetici, ambientali e fisiologici vanno a giocare tutti un ruolo molto importante.

L’ambiente fisico e culturale all’interno del quale ciascuno cresce ha un fortissimo impatto sullo stile di vita e sulle abitudini alimentari, e la famiglia è ciò che determina maggiormente le caratteristiche proprio del contesto nel quale possono nascere problematiche legate all’aumento di peso.

Se diamo uno sguardo ai dati sull’obesità infantile in Italia, possiamo notare come il 9,3% dei bambini sia in condizioni di obesità, mentre ben il 21,3% sia in sovrappeso.

Questi numeri, nonostante segnalino una certa inversione di marcia rispetto agli anni passati, continuano ad essere allarmanti e a indicare come sia necessario un intervento radicale fin dai primi anni di vita del bambino.

È chiaro dunque non solo che il nucleo familiare debba essere il primo luogo di individuazione e riconoscimento del problema, ma anche che sia il contesto più efficace per un intervento di risoluzione di quest’ultimo.

Il ruolo della famiglia nella lotta all’obesità

famiglia-lotta-obesita

Se è indubbio che genitori obesi hanno una grande probabilità di crescere figli obesi, è altrettanto vero che non si tratti semplicemente di fattori ereditari e di costituzione, ma anche e soprattutto di fattori ambientali e comportamentali.

Se ci soffermiamo ad indagare le dinamiche interne di una famiglia i cui soggetti hanno problemi di peso, possiamo individuare diverse radici problematiche.

Innanzitutto, all’interno di un tale contesto familiare saranno condivise pratiche sbagliate, come una vita sedentaria e una dieta squilibrata; in secondo luogo quando tutti i membri di questo nucleo soffrono della stessa malattia, è certamente più difficile che l’eccesso di peso venga percepito con il giusto allarme e come un problema clinico da risolvere al più presto.

Per quanto concerne quest’ultimo aspetto, è importante sottolineare come le resistenze familiari al riconoscimento di un vero e proprio problema sia il più delle volte la causa principale dei ritardi nel trattamento o addirittura della mancanza di efficacia delle cure prescritte.

Affrontare un percorso di cura dell’obesità significa scegliere di impegnarsi nel seguire le indicazioni del medico curante, che soprattutto nelle prime fasi richiedono grandi sacrifici, e che implicano, anche quando il paziente rientra in una condizione normopeso, una vita di costante vigilanza a venire.

Per aiutare la famiglia a riconoscere la gravità del problema, è centrale il ruolo di un esperto psicologo o psichiatra che assista ciascun membro del nucleo familiare nella realizzazione non solo del fatto che l’obesità vada risolta in quanto malattia, ma anche nella comprensione di come si possa essere di supporto gli uni con gli altri.

Per questo motivo è fondamentale che tutti i membri della famiglia siano allineati nell’accettare e seguire le indicazioni del medico curante: più lo sforzo diviene collettivamente condiviso e più sarà efficace.

Questo discorso diviene ancora più importante nel momento in cui la famiglia include dei bambini: in questi casi è fondamentale che tutti gli adulti intorno si rendano conto delle difficoltà che il bambino affronta ogni giorno a scuola, ma soprattutto di quelle che subirà crescendo adulto obeso.

Torniamo quindi alla prima problematica segnalata, ovvero a come all’interno del nucleo familiare si tenda a condividere pratiche sbagliate e uno stesso stile di vita scorretto.

Una volta identificato il problema, vanno apportate modifiche radicali innanzitutto al regime alimentare seguito: tutta la famiglia dovrà iniziare a mangiare meglio, con più varietà e con maggiore attenzione agli aspetti nutrizionali dei cibi ingeriti.

In secondo luogo si dovrà abbandonare lo stile di vita sedentario fino a quel momento praticato: se tutti collaborano, sarà più facile scegliere attività che coinvolgano tutti, grandi e piccoli, e che siano di buon esempio soprattutto per il futuro dei bambini.