Oggi vogliamo tornare a trattare un tema molto delicato, legato a doppio filo con l’obesità ed i problemi ad essa correlati: la sindrome metabolica.

La sindrome metabolica, o sindrome da insulino-resistenza, non è una singola patologia, ma un insieme di fattori di rischio che aumentano fortemente le probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, cerebrali (come ad esempio l’ictus) e diabete. Questi fattori di rischio sono intrinsecamente connessi con uno stato di sovrappeso e di obesità.

Come sappiamo, i casi di obesità sono in costante crescita in tutto il mondo, e con essi di conseguenza cresce anche la diffusione della sindrome metabolica. La situazione è così drammatica da far ritenere agli esperti che in un futuro non troppo lontano, la sindrome metabolica potrebbe addirittura superare il fumo come più importante fattore di rischio per le patologie cardiache.

Sindrome metabolica: cause e prevenzione

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Nel nostro articolo “La sindrome metabolica” abbiamo voluto trattare cosa sia questa sindrome e quali siano i fattori di rischio ad essa legati (sono così definiti i comportamenti o le condizioni che aumentano le probabilità dell’insorgere di una malattia):

Il termine “metabolica” si riferisce ai processi biochimici coinvolti in un funzionamento regolare del corpo. […] Il paziente deve presentare almeno tre di questi fattori di rischio:

  • trigliceridi nel sangue superiori a 150 mg/dl;
  • colesterolo HDL (buono) sotto i 40 mg/dl per gli uomini e 50 mg/dl per le donne;
  • pressione alta, ovvero ipertensione arteriosa superiore a 130/85 mmHg;
  • glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl (segno di possibile diabete precoce);
  • circonferenza addominale superiore a 102 cm per gli uomini e 88 cm per le donne.

La varietà di sintomi e di fattori di rischio legati alla sindrome metabolica fanno sì che ci siano differenti criteri da prendere in considerazione per fare una diagnosi; quelli sopra elencati corrispondono a quelli delle più importanti linee guida diffuse nella comunità medica internazionale.

L’avanzare dell’età, una certa predisposizione genetica, soffrire già di diabete e praticare poco esercizio fisico aumentano le probabilità di sviluppare questa malattia. Tuttavia, data la complessità della sintomatologia e delle sue conseguenze su tutto il corpo, rintracciare delle cause precise è certamente difficile.

Studiando cosa origini questa sindrome, è stato riscontrato come seguire una dieta squilibrata e prediligere uno stile di vita sedentario siano elementi presenti nella quasi totalità dei casi diagnosticati e analizzati. Ridurre il proprio peso corporeo attraverso un consistente calo ponderale, sarà di estremo beneficio per chi ne soffre le più dure conseguenze.

Seguire una dieta sana e bilanciata sarà dunque anche un valido aiuto nella prevenzione della sindrome metabolica: con un adeguato stile di vita, attivo e salutare, le probabilità di incorrere in tali complicanze saranno fortemente ridotte, anche quando si evince una certa predisposizione genetica a questa malattia.

Questa sindrome coinvolge essenzialmente il metabolismo corporeo: questo ci aiuta a comprendere il profondo legame che intercorre tra essa e l’insulino-resistenza. L’insulina è quell’ormone che si occupa della trasformazione nel sangue dello zucchero in energia. Essere insulino-resistenti significa, infatti, subire un innalzamento dei livelli di zucchero nel sangue, che sappiamo essere una delle principali cause della sindrome metabolica.

Possiamo dunque comprendere l’importanza fondamentale di seguire una dieta equilibrata, dove sono limitati i grassi non salutari e gli zuccheri, proprio per ridurre i livelli di insulina. Gli zuccheri da allontanare sono quelli rintracciati in alcuni esempi di alimenti ricchi di carboidrati semplici (monosaccaridi e disaccaridi), come non solo i dolci, ma anche bevande analcoliche zuccherine.

Un altro fattore che aumenta la resistenza all’insulina, peggiorando quindi le complicazioni legate alla sindrome metabolica, è il fumo. Fumare è di per sé il principale fattore di rischio di malattie cardiovascolari, ma costituisce anche una decisiva aggravante per la complessa sindrome metabolica.

I sintomi della sindrome metabolica spesso non sono immediatamente evidenti: per questo motivo mantenere una costante attenzione verso dieta e stile di vita attivo sarà fondamentale come intervento di prevenzione. Se il paziente soffre di insulino-resistenza, sarà compito di un esperto dietologo o nutrizionista dare precise indicazioni su che cibi evitare e cosa prediligere per poter seguire una dieta equilibrata.