Tutti i medici ci dicono che dobbiamo fare molto esercizio fisico e prestare attenzione alla nostra dieta.

A volte, però, anche ai più diligenti sembra che i propri sforzi non abbiano alcun effetto, almeno alla prova della bilancia.

Correre è una forma di attività fisica sempre più diffusa anche perché è da molti considerata il modo migliore e più efficace per mantenersi in forma. Non è raro, però, che questo tipo di allenamento non ci restituisca i risultati sperati. Perché non sempre si dimagrisce? Esiste una spiegazione per questo fenomeno?

Ovviamente, non c’è soltanto una spiegazione: sono moltissime le motivazioni per le quali si può non riuscire a perdere peso, nonostante ci si sottoponga ad un “serio” programma di allenamento.

D’altra parte, il nostro organismo non è come un automobile, per la quale è possibile calcolare l’esatto consumo di benzina, se si conosce la strada!

In questo articolo analizzeremo alcuni degli errori più comuni che sono commessi da molti runner e, in generale, dagli sportivi amatoriali che non hanno un approccio scientifico ai propri allenamenti.

Tuttavia vorremmo prima fare una premessa: pesarsi ossessivamente dopo ogni allenamento non è un metodo che consiglio per nessuno.

Gli oscillamenti quotidiani del peso corporeo derivano infatti in massima parte dall’idratazione e dalla sudorazione, ovvero dalle fluttuazioni dei liquidi all’interno del nostro corpo.

La differenza di peso che si può apprezzare da un giorno all’altro è determinata soprattutto dall’equilibrio fra idratazione e sudorazione e solo in piccola parte dalle calorie bruciate grazie all’attività fisica, quindi un simile metodo può facilmente dare luogo a continue frustrazioni o, al contrario, a false speranze.

Le calorie non sono tutte uguali

Spesso, chi comincia a praticare un nuovo e più impegnativo livello di allenamento fisico inizialmente non riesce a perdere peso soprattutto per un motivo molto semplice: aumentando il consumo di energia, aumenta anche la percezione della fame.

Di conseguenza, il nostro runner “neofita” mangia di più o, peggio, si nutre in modo più disordinato.

Il conteggio delle calorie, poi, non aiuta di sicuro perché è fuorviante, almeno per chi non abbia dimestichezza con la scienza della nutrizione.

Uno snack confezionato da duecento calorie non è uguale ad una porzione di carote o di spinaci che ne contenga altrettante, perché il nostro corpo non li smaltisce allo stesso modo.

Questo non significa che sia obbligatorio un regime alimentare totalmente salutista; tuttavia, dobbiamo tenere presente che quello che immettiamo nel nostro corpo fa differenza quasi allo stesso modo della quantità di cibo che ingeriamo.

Inoltre, è bene ricordare che, con l’eccezione di chi si allena tutti i giorni per molte ore come gli atleti professionisti, le calorie che tutti noi possiamo perdere grazie all’attività fisica non sono che una minima parte di quelle che bruciamo in generale.

Allenamento sbagliato?

Come ho spiegato sopra, il nostro fisico non brucia sempre le stesse cose. Semplificando molto un processo di grande complessità come il metabolismo umano, possiamo dire che i muscoli prediligono l’utilizzo degli zuccheri per gli sforzi brevi ed intensi, mentre preferiscono i grassi quando debbono affrontare una “prova di resistenza”.

La conseguenza di questo semplice ragionamento è che per il metodo più efficace per dimagrire, per quanto possa apparire strano, è andare piano!

Correre troppo veloce è di sicuro meno efficace, allo scopo di perdere peso, che correre lentamente per un tempo più lungo, coprendo una distanza maggiore.

I runner utilizzano spesso un cardio-frequenzimetro proprio perché sanno bene che ognuno ha un ritmo adatto alle proprie esigenze, a seconda che il suo obbiettivo sia migliorare le prestazioni aerobiche, anaerobiche o perdere peso.

In generale, per quest’ultimo scopo è indicata la corsa lenta.

Giusto per intenderci, la frequenza cardiaca ideale che suggeriremmo di mantenere ad un uomo intorno ai 40 anni, se è in buone condizioni fisiche, è attorno ai 110 battiti al minuto.

Naturalmente è solo un esempio: si tratta di un valore che cambia significativamente a seconda di età e condizioni di salute. Per ottenere risultati completi e duraturi, è comunque giusto variare l’intensità del proprio allenamento.

Costanza

L’attività fisica rende il metabolismo più rapido ed efficiente e ci aiuta a rendere meglio in un sacco di situazioni ma bisogna avere pazienza.

Non si può pretendere di ottenere risultati dopo i primi tre allenamenti: ci vogliono parecchie settimane per ottenere i primi benefici, e qualche mese per consolidarli.

La fatica dei primi chilometri, comunque, è quella più difficile da superare. Non abbattetevi e non arrendetevi alla prima scusa per saltare la vostra uscita (o la vostra seduta di allenamento, per quelli che si allenano in palestra)!

D’altra parte è necessario anche capire che variare troppo rapidamente la propria routine o esagerare con l’allenamento può essere dannoso, perché espone al rischio di infortuni e non ha alcun effetto positivo sullo stato di forma fisica.

Raddoppiare il proprio chilometraggio da una settimana all’altra serve solo ad aumentare in modo esponenziale la possibilità di problemi muscolari o che la stanchezza intacchi la concentrazione, causando un trauma (una caduta o una distorsione, per esempio).

Il livello di allenamento va aumentato o diminuito gradualmente, sostituendo, quando è necessario, la propria routine con un’altra simile: se non posso correre nel parco perché c’è la neve, mi allenerò con il tapis roulant o la bici ovale in palestra fino a quando non posso tornare al mio jogging.

Differenza tra massa magra e grassa

Per gli atleti più costanti, c’è poi un’ulteriore considerazione da fare: a parità di massa, la muscolatura è più densa della massa grassa, quindi più pesante.

Per questo, anche se può sembrare strano, chi aumenta l’intensità del proprio allenamento non di rado all’inizio accresce il suo peso, anziché diminuirlo. Perdere un chilo di massa grassa, liquidi a parte (vedere sopra), richiede uno sforzo non indifferente.

A parte casi particolari, è molto difficile perdere più di 7-800 grammi di massa grassa ogni settimana attraverso la dieta e l’allenamento.

Anche qui, counque, entra in gioco la costanza. Consolidare i risultati è forse più importante che ottenerli: non serve a niente perdere due chili in un mese, per poi riprenderli il mese successivo perché non ci si allena, per esempio perché è troppo caldo o troppo freddo per uscire a correre.

Le calorie bruciate hanno meno importanza dei cambiamenti che l’allenamento determina nel metabolismo e nella composizione della muscolatura.

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I consigli che abbiamo cercato di proporre in questo articolo vanno bene (più o meno!) per tutti e per questo motivo sono piuttosto generici.

Un team di specialisti (medico dietologo, nutrizionista, chirurgo…) può studiare un regime personalizzato, adatto alle esigenze di ogni singolo paziente in ogni suo punto di vista, dall’esercizio fisico, alla dieta ed alle procedure mediche e chirurgiche indicate per raggiungere l’obbiettivo di tornare in piena forma fisica. Contattaci per una consulenza!