Ci siamo spesso concentrati sul rapporto tra obesità e comorbidità di diversa natura: questa malattia è certamente tra quelle che hanno un effetto maggiormente pervasivo su tutto l’organismo, causando problemi in quasi ogni area del corpo e affaticando gran parte delle sue regolari funzioni fisiologiche. Oggi vogliamo dedicare questo spazio proprio a uno dei legami più complessi tra questi: quello tra obesità e emergere di tumori.

Abbiamo parlato del rapporto tra obesità e problemi cardiovascolari, tra questa e difficoltà respiratorie, e perfino del legame tra chili di troppo e dolori lombari: un grave aumento di peso è infatti tra i fattori di rischio più noti legati a tante malattie che colpiscono direttamente queste aree, così come anche per il diabete. C’è però un dato fortemente allarmante che spesso non viene affrontato come si dovrebbe, ovvero il legame tra l’obesità e l’emergere di alcuni tipi di tumori.

All’interno del dibattito pubblico su questa malattia, recentemente abbiamo iniziato a leggere articoli che descrivono proprio come l’obesità aumenti il rischio di tumori. Il quotidiano LaRepubblica ci informa ad esempio che:

“Quelli già da tempo messi in correlazione con obesità e sovrappeso sono i tumori del colon, dell’esofago, del rene, della mammella (in post-menopausa) e del corpo dell’utero. Ma l’ultimo rapporto dello Iarc (International Agency of Research on Cancer) suggerisce che i tempi sono ormai maturi per consigliare alla gente di evitare di mettere su chili di troppo come strategia preventiva contro altri otto tipi di tumore.”

Obesità e tumori: un legame pericoloso

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Sono numerosi gli studi scientifici che negli anni hanno consentito di stabilire l’esistenza di un legame causale tra obesità e tumori, tanto che la comunità medica ha coniato il nuovo termine “Adiponcosi” per farvi riferimento. Questa parola deriva dal latino “adiposis” (accumulo di grasso nell’organismo) e dal greco “oncosis” (formazione di un tumore) ed è usata proprio per descrivere con un’unica parola come l’eccesso adiposo concorra all’insorgenza di tumori.

Sul British Medical Journal è stato recentemente pubblicato l’esito di una nuova ricerca, che sancisce definitivamente il legame tra obesità e ben 11 tipi di cancro. Tra i più comuni troviamo quello al colon-retto, alla mammella (soprattutto in età post-menopausa), all’endometrio, al rene, all’esofago e alla tiroide. In altri casi invece, come per il tumore alla prostata, l’obesità sembra contribuire allo sviluppo di una forma di cancro con una maggiore aggressività. Alcune stime ci dicono addirittura che il 20% dei tumori è causato dall’obesità.

Una volta individuato il legame tra obesità e tumori, la comunità scientifica ha iniziato a ricercarne le cause, ma ad oggi non è stata fornita ancora una risposta univoca. I fattori che sostengono questa relazione sono molteplici: generalmente si indicano come particolarmente influenti lo stato infiammatorio causato dall’aumento di grasso adiposo, l’insulino-resistenza, l’incremento di ormoni sessuali, la riduzione delle difese immunitarie.

Il tessuto adiposo non rappresenta solo una riserva di grassi in eccesso, ma acquisisce un ruolo fisiologico attivo nella produzione di ormoni e di sostanze infiammatorie. Giungere ad una condizione di infiammazione cronica è una caratteristica fondamentale dei disordini metabolici e dei tumori.

Oltre a rappresentare un reale fattore di rischio per l’emergere di tumori, l’obesità ha un ruolo molto importante anche nella ricomparsa del tumore dopo che è stato completato il periodo di cura.  Una persona affetta da obesità grave di II o III classe richiederà un dosaggio più massiccio di farmaci chemioterapici, con forti conseguenze sull’organismo, e allo stesso modo il percorso radioterapico sarà più difficile.

La condizione di chi soffre di obesità è estremamente complessa e ridurla a una problematica estetica sarebbe non solo riduttivo ma anche dannoso. Affidarsi a un team di medici specialisti per iniziare un trattamento mirato alla riduzione del peso corporeo eccessivo è l’unico modo per evitare il rischio di gravi complicazioni come l’insorgere di tumori e migliorare la propria aspettativa di vita.