L’obesità non è un problema che riguarda il Nord America o quei Paesi conosciuti per un largo consumo di cibo poco salutare.

Anche in Italia, dove è principalmente diffusa la dieta mediterranea, solitamente considerata più salutare ed equilibrata, i casi di obesità sono in costante crescita: è stato rilevato come anche qui il 46,4% degli adulti è in sovrappeso e circa il 10,2% è in condizioni di obesità, e i numeri sono sempre più alti.

Uno dei dati più allarmanti riguarda proprio l’obesità infantile.

In Europa il numero dei bambini in sovrappeso continua a crescere: ad oggi 1 bambino su 3 tra i 6 e 9 anni ha problemi di peso eccessivo.

Per comprendere le modalità di diffusione dell’obesità infantile e analizzare i comportamenti che influiscono sullo stile di vita dei giovani, in Italia è stato promosso dal Ministero della Salute il sistema di sorveglianza OKkio alla Salute, che studia i bambini di età tra i 6 e i 10 anni. I risultati di queste analisi ci dicono che il 12% dei bambini può essere dichiarato obeso e il 24% in sovrappeso.

L’obesità infantile ha delle gravi conseguenze non solo sull’evoluzione psicologica del bambino, ma anche su quella fisica, esponendolo fin da piccolo a difficoltà respiratorie, problemi articolari, disturbi dell’apparato digerente e motorio.

La medicina contemporanea ritiene che la condizione infantile sia un vero e proprio fattore di rischio per l’obesità in età adulta. È quindi estremamente importante che l’obesità nel bambino sia individuata il prima possibile.

Obesità infantile: riconoscerla e intervenire subito

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Tra gli esperti di obesità infantile c’è grande attenzione verso un importante aspetto di questa patologia: nonostante sia un tema sempre più trattato, i genitori faticano ancora a riconoscere quando i figli sono in sovrappeso, e ancor più quando sono obesi.

Sembra che la motivazione sia da rintracciare nella stessa genitorialità: indipendentemente da fattori culturali o sociali, è insito nella natura dell’essere genitore l’attribuire a una certa rotondità dei figli una valenza positiva, legata all’idea di essere robusti o comunque in salute.

L’obesità pediatrica ha un legame intrinseco con le condizioni dell’intera famiglia: genitori obesi hanno un maggior rischio di avere figli obesi, che ne seguiranno lo stile di vita troppo sedentario e passivo e la dieta squilibrata. Se la famiglia in primo luogo non riconosce che le sue scelte alimentari sono inadeguate, il figlio avrà poche possibilità di correggere il proprio peso eccessivo.

Se il nucleo familiare è il luogo principale dove intervenire sulle difficoltà del bambino, il pediatra ha un ruolo fondamentale: ha gli strumenti tecnici per effettuare una valutazione clinica precisa dello stato di salute del bambino.

Infatti, anche se il pediatra non possiede particolari specializzazioni nel trattamento dell’obesità, il primo dato che deve controllare è il BMI del paziente. Se questo parametro risulterà squilibrato, il bambino dovrà sottoporsi ad esami più specifici.

Una volta riconosciuta una situazione di sovrappeso o di obesità, l’intervento deve essere tempestivo, perché più il bambino cresce, più sarà complesso trovare una soluzione.

In questa fase è fondamentale che un esperto nutrizionista o dietologo proponga un nuovo regime nutritivo al bambino e, se necessario, alla famiglia intera.

Dovranno essere modificate le abitudini alimentari, senza però incorrere in eccessiva rigidità e rispettando le necessità fisiologiche di un corpo in crescita. La nuova dieta dovrà essere affiancata da un corretto stile di vita attivo: è importante che il bambino pratichi sport e non conduca una vita troppo sedentaria.

Soprattutto in quei casi dove la patologia viene riconosciuta in uno stadio già avanzato, è utile che il bambino sia seguito da uno psicologo, che sappia aiutare la famiglia ad acquisire consapevolezza sulle conseguenze negative dell’obesità, ma soprattutto che aiuti il bambino nella comprensione dei cambiamenti che il suo corpo potrà subire e lo supporti nella delicata fase di crescita.

Non bisogna aspettare quando ormai sarà più complesso intervenire: combattere l’obesità inizia proprio sui bambini, che sono facilmente soggetti ad aumenti di peso nella fase di crescita e che, acquisendo le cattive abitudini familiari, risentiranno maggiormente delle conseguenze deleterie che queste si portano dietro.