Uno degli aspetti spesso sottovalutati nell’approfondire condizioni di obesità è quello psicologico. Poiché questa patologia presenta alcuni sintomi certamente più evidenti, in primis la deformazione fisica dovuta all’ingrassamento, all’interno del dibattito pubblico spesso si tende a non tenere nella giusta considerazione alcune conseguenze altrettanto importanti ma più nascoste come quelle psicologiche.

In particolar modo, tra gli studiosi di tutto il mondo si riscontra una sempre crescente attenzione nei confronti del rapporto tra obesità e depressione. Si tratta certamente di due patologie molto differenti tra loro, la prima colpisce il corpo, la seconda la mente; ma così come mente e corpo sono sempre intimamente connessi, così lo sono anche queste malattie.

Numerosi studi hanno dimostrato che l’obesità aumenta il rischio di depressione e allo stesso tempo che i soggetti depressi hanno maggiori possibilità di diventare obesi. È stato infatti dimostrato che trattare il malessere psicologico del paziente in parallelo a quello fisico, porta a quasi raddoppiare le possibilità di successo della dieta e a consolidare i risultati ottenuti a seguito di una grande perdita di peso.

Obesità e depressione: c’è una correlazione?

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La depressione è un disturbo dell’umore, che comporta stati frequenti e intensi di tristezza e  insoddisfazione; il soggetto depresso vive in una condizione costante di malumore e non prova piacere nelle attività quotidiane più comuni. Questo disturbo colpisce tra il 10 e il 25% delle donne in età adulta, e tra il 5 e il 12% degli uomini. Come nel caso dell’obesità, anche la depressione ha una diffusione capillare, e risulta oggi la prima causa di disfunzionalità nei soggetti di età compresa tra i 14 e i 44 anni.

Tra i disturbi dell’umore e quelli legati all’obesità è stata riscontrata una solida relazione, che non si limita alla connessione puramente emozionale tra depressione e aumento di peso, ma ha origine a livello fisiologico nelle alterazioni del metabolismo e dei livelli ormonali del soggetto che ne soffre. Si ritiene che la presenza di obesità, specialmente se addominale, e l’apporto nutrizionale dei cibi ingeriti, abbiano un’influenza diretta su umore e condizioni emotive del paziente, aiutando i disturbi depressivi a emergere. L’obesità agisce sul metabolismo energetico, sul sistema immunitario e sulla funzionalità endocrina, e a questo consegue un effetto diretto sul sistema nervoso centrale.

Gli studi più recenti si sono concentrati sul legame tra depressione e infiammazione, e sul ruolo giocato dall’obesità in questo contesto. Alcuni specialisti ritengono che i disturbi dell’umore siano legati ad un’alterazione del sistema immunitario, che produce molecole infiammatorie. L’obesità, producendo grasso viscerale, produce sostanze altrettanto infiammatorie che vanno ad alimentare i sintomi depressivi. Consapevoli di questi nuovi orizzonti di studio, il Milan Obesity Center, tra i suoi medici altamente specializzati, ha scelto di avvalersi del supporto di un endocrinologo e nutrizionista, che può aiutare nell’indagine proprio di questi aspetti così delicati.

L’unico modo per rispondere all’emergere di sintomi depressivi tra i pazienti obesi è proprio quello di adottare un approccio multidisciplinare: il nutrizionista e l’endocrinologo collaborano per stabilire una dieta che favorisca la diminuzione di produzione di molecole infiammatorie, come la citochina, e che vedrà quindi una limitazione di acidi grassi polinsaturi in favore ad esempio di alimenti ricchi di omega 3; lo psicologo e psichiatra andrà ad affrontare i cambiamenti umorali subiti dal paziente e lo seguirà nel difficile percorso di comprensione e accettazione di ciò che gli accade sia a livello fisico che mentale.

Cambiare abitudini alimentari favorirà una disinfiammazione dell’organismo e tenere sotto controllo cambiamenti umorali e situazioni di stress aiuterà a mantenere costante il profilo immunitario del paziente. È stato inoltre dimostrato come un recupero del buon umore aiuti a stimolare il desiderio di praticare attività fisica, che sappiamo essere uno dei fattori decisivi nel percorso di dimagrimento.

Il rapporto riscontrato tra obesità e depressione fornisce un’ulteriore indicazione di quanto complessa sia questa condizione e di quanto vari siano gli aspetti da considerare per un trattamento appropriato ed efficace.

Puntare solamente ad ottenere un calo ponderale il più rapidamente possibile, non sarà una scelta risolutiva: senza la giusta assistenza pre e post operatoria, che copra aspetti fisici e psicologici, il paziente rischierà di ritrovarsi in una condizione di depressione, che non potrà che peggiorare i suoi sintomi.