Tanto valido come presidio per il calo ponderale …. ma tanto fastidiosa la convivenza!

Tale fastidio spesso porta a rinunciare ad un valido aiuto onde evitare il conseguente malessere generato. Eppure se ben gestito, con l’aiuto di alcuni semplici suggerimenti, i disturbi possono essere ridotti al minimo.

Innanzitutto è necessario tener presente che occorre un periodo di adattamento per tollerare un elemento “estraneo” dentro lo stomaco, che può generare una sensazione iniziale di pienezza spesso accompagnata da nausea e/o vomito.

Dopo tale periodo, che solitamente dura 3-4 giorni,  i sintomi dovrebbero attenuarsi anche se la sensazione di pesantezza gastrica e di sazietà proseguiranno ancora fino alla rimozione del pallone.

Tale malessere è assolutamente normale e rappresenta “l’aiuto” che fornisce il dispositivo sul contenimento delle porzioni.

Non dimenticare mai che…

La capacità dello stomaco attualmente è molto ridotta pertanto è meglio non introdurre grossi volumi in un unico pasto. Possono essere previsti, se necessari, alcuni spuntini nell’arco della giornata.

È normale inoltre avvertire un rallentamento della digestione che può causare eruttazioni frequenti e talvolta alitosi.  Nel primo caso è necessario masticare molto lentamente, prendersi il proprio tempo e non parlare durante il pasto. Nel secondo caso evitare di consumare caramelle o chewingum, che potrebbero  aumentare tale disagio; si trovano facilmente in commercio, nelle farmacie e parafarmacie, spray specifici per tale disturbo.

COME RIDURRE I DISTURBI GENERATI DAL PALLONE ENDOGASTRICO

A tal proposito è importante…

Assumere piccoli volumi di liquidi per volta: non più di 100-150 ml alla volta, e soprattutto lontano dai pasti.

Liquidi: scegliere acqua, bevande senza zucchero, infusi, tisane, acqua minerale naturale. Consigliate tisane a base di biancospino, tiglio, passiflora e melissa (che hanno un’azione miorilassante).

Non bere durante i pasti. È possibile bere mezz’ora, un’ora prima del pasto e ricominciare almeno 1 ora dopo.

Evitare di assumere bevande troppo calde né troppo fredde. È altrettanto importante che i liquidi assunti non siano né troppo dolci né troppo salati.

 

Evitare le bevande addizionate con gas o cibi che favoriscono il meteorismo (es. alimenti lievitati e verdure “fibrose”).

Fare bocconi piccoli e tagliare a piccoli pezzi le pietanze.

Masticare lentamente e molto bene gli alimenti (almeno 20-30 volte). Un esercizio utile a tale proposito è quello di appoggiare le posate tra un boccone e l’altro fino a che non viene completamente ingerito.

I pasti devono avere una durata almeno di 20-30 minuti.

Non mangiare se ci si sente sazi. Uno stomaco in disordine significa irritazione durante tutto il giorno.

Smettere di mangiare quando si ha sensazione di sazietà, gonfiore o dolore. Non insistere e non mangiare più, tantomeno bere acqua perché aumenta il fastidio e favorisce l’insorgenza del vomito.

Se si avverte senso di pienezza prima di mangiare è meglio assumere liquidi piuttosto che alimenti solidi, per evitare di dare un ulteriore lavoro allo stomaco.

Se non si tollera un alimento non assumerlo. Si può tentare nuovamente a distanza di 1-2 settimane. Tante sono le possibili cause: talvolta non è stato masticato bene oppure  è stato assunto troppo velocemente o lo stomaco non era completamente vuoto dal pasto precedente.

Inoltre…

Non dimenticare di assumere le medicine necessarie per fermare la nausea e il vomito.

Solitamente viene somministrato un farmaco gastroprotettore per tutta la durata del posizionamento.

Vengono comunque fornite indicazioni specifiche in caso di nausea o coliche e consigliati antiacidi al bisogno.  Se necessario talvolta possono essere prescritti da medico anche degli ansiolitici.

All’occorrenza è possibile assumere antimeteorici, indicati in tutte le condizioni di fermentazioni, gonfiore e eruttazione, tensione gastrica e addominale.

In caso di stipsi è consigliabile assumere una fibra solubile o un blando lassativo.