Non possiamo ribadire a sufficienza quanto sia importante seguire una dieta bilanciata e corretta: questo vale ovviamente soprattutto per chi soffre di problemi di peso, ma anche per tutti coloro che sono normopeso e vogliono vivere una vita sana.

Non c’è percorso terapeutico che possa prescindere dal prescrivere al paziente che deve perdere peso un nuovo regime terapeutico. Sia che si scelga la soluzione chirurgica, o che invece si prediliga un approccio farmacologico e dietologico, tipico di chi richiede una perdita di peso moderata o meno urgente, non si potranno ottenere i risultati sperati se il paziente non seguirà una dieta accuratamente disegnata rispetto alle sue esigenze e ai suoi obiettivi.

Questo aspetto è molto importante: scegliere di cambiare il proprio regime alimentare non significa cercare di seguire l’ultima moda in fatto di diete trovata tra le centinaia di proposte su internet. Specialmente per quei soggetti che hanno raggiunto uno stato di obesità di classe II o III, e quindi hanno un BMI da 30 in su, affrontare una dieta significa seguire attentamente e con impegno costante le prescrizioni di un esperto dietologo o nutrizionista.

Solo uno specialista sarà in grado di definire il corretto apporto calorico, energetico e nutritivo da assumere complessivamente, bilanciandolo rispetto agli obiettivi di dimagrimento e alla specifica corporatura e necessità fisiologiche del paziente.

Spuntini si o spuntini no? L’importanza di seguire una dieta bilanciata

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Ogni dieta bilanciata fornisce al paziente che la segue anche un’indicazione precisa su quanti pasti consumare al giorno. Spesso ci si chiede infatti se sia meglio mangiare più spesso ma porzioni ridotte, o se consumare i classici tre pasti giornalieri, cercando di variare gli alimenti. Possiamo affermare che non esiste una soluzione corretta, ma che anche in questo caso dipenda dalle caratteristiche del soggetto: dal suo metabolismo, dal suo stile di vita, dalle sue necessità di dimagrimento.

Generalmente viene consigliato al paziente di assumere le calorie prescritte suddividendole in diversi pasti nell’arco della giornata, inserendo spuntini a metà mattina e nel pomeriggio, per far sì che non si arrivi mai affamati ai pasti.

Frutta fresca, frutta secca, verdura, sono gli ingredienti ideali per spezzare la fame senza bloccare troppo la lipolisi, ovvero l’utilizzo dei depositi di grasso accumulato come fonte energetica in fasi di riposo o attività fisica minima, quindi lontani dai pasti. Ogni volta che mangiamo, questo processo di lipolisi viene bloccato dall’immissione di insulina nel sangue, e quindi in teoria si va così a favorire l’utilizzo del glucosio come fonte energetica, bloccando l’ossidazione dei grassi.

Per questo motivo, non sempre il dietologo sceglie di prescrivere gli spuntini, anche se rimangono un metodo semplice ed efficace per impedire che il paziente arrivi affamato ai pasti e che quindi sia spinto ad aumentare le porzioni o sgarrare dalla dieta. Sfruttare gli spuntini sarà importante per tutti coloro che per abitudine o necessità lavorative devono far passare molte ore tra un pasto e l’altro, o sono abituati ad una colazione o a un pranzo molto leggeri.

Ancora più importante che la frequenza di pasti e spuntini, è la loro composizione qualitativa: non bisogna pensare agli spuntini come ad un’occasione per mangiare liberamente quello che si desidera, purché sia in piccole quantità. Si tratta invece di un’occasione importante per mantenere il corretto apporto energetico e nutritivo: merendine, snack, dolciumi vari non sono appropriati e rischiano di compromettere tutti gli sforzi complessivi finalizzati al dimagrimento.

Non dobbiamo dunque considerare lo spuntino come un mini-pasto, ma come un modo semplice ed efficace per spezzare la fame, assumendo elementi altamente nutrienti ma gustosi come frutta fresca o frutta secca. In questo modo, il paziente si sentirà più appagato da quello che mangia e risentirà meno di dover seguire un regime alimentare completamente nuovo, arrivando a mangiare meno e con minor sforzo durante i pasti tradizionali.

Il piano alimentare prescritto dal dietologo deve conformarsi alle particolari esigenze di ogni paziente, e di conseguenza anche le indicazioni su cosa e quanto mangiare con gli spuntini spezza-fame.