L’obesità infantile è un tema molto delicato: la costante diffusione dell’obesità in tutto il mondo colpisce fortemente anche i bambini, e i casi di obesità o sovrappeso tra i bambini al di sotto dei 10 anni sono sempre numerosi.

Secondo Repubblica, in Italia gli ultimi dati presentati dal Ministero della Salute, raccolti attraverso il sistema di sorveglianza Okkio alla Salute, ci dicono che c’è stata una leggera inversione di tendenza e che le percentuali dei bambini con problemi di peso sono calate dal 12 al 9,3% per l’obesità e dal 23,2 al 21,3 % per il sovrappeso. Certamente questi dati non ci dicono che il problema è risolto, ma si tratta comunque di una tendenza positiva.

Come abbiamo scritto nel nostro approfondimento “Obesità infantile: come riconoscerla”:

L’obesità infantile ha delle gravi conseguenze non solo sull’evoluzione psicologica del bambino, ma anche su quella fisica, esponendolo fin da piccolo a difficoltà respiratorie, problemi articolari, disturbi dell’apparato digerente e motorio. La medicina contemporanea ritiene che la condizione infantile sia un vero e proprio fattore di rischio per l’obesità in età adulta. È quindi estremamente importante che l’obesità nel bambino sia individuata il prima possibile.

Trattare l’obesità infantile è quindi una questione molto complessa e ovviamente mantenere un controllo sull’alimentazione del bambino gioca il ruolo più importante.

La dieta per i bambini in sovrappeso

I bambini dividono il loro tempo tra casa e scuola, due nuclei distinti ma che devono collaborare nella gestione e nel controllo del regime alimentare del bambino.

Innanzitutto in casa i genitori devono prendere consapevolezza del problema: spesso in famiglia risulta difficile ammettere che il proprio figlio ha problemi di peso e che questi vadano affrontati immediatamente e con grande attenzione.

I genitori tendono a preoccuparsi molto dei bambini che non mangiano abbastanza, confondendo l’aumento di peso con uno stato di salute tipico della fase di crescita. Se non si interviene subito, però, il bambino rischia di crescere diventando un adulto obeso, con le conseguenti controindicazioni che conosciamo.

Una volta identificato il problema, per prima cosa bisogna intervenire sul regime alimentare seguito dal bambino.

Con il supporto fondamentale di un esperto dietologo o nutrizionista è necessario formulare una dieta sana ed equilibrata, che fornisca al bambino le giuste componenti nutrizionali per crescere sereno, ma che limiti l’assunzione di cibo non salutare e dannoso.

In generale non sono quindi particolarmente indicate diete a bassissimo contenuto calorico, se non in casi particolari: è meglio puntare sulla limitazione o sostituzione di specifici alimenti ipercalorici con altri a minor incidenza calorica.

I carboidrati non vanno del tutto eliminati dalla dieta, ma ridotti ad una quota non inferiore al 50% delle calorie totali assunte. Anche i grassi devono essere presenti, ma non superando il 30% delle calorie totali. Si consiglia di scegliere cibi ad alto contenuto di fibre e basso di zuccheri semplici, di prediligere cotture semplici e senza grassi aggiunti.

Dobbiamo sempre ricordare però che si tratta di bambini e che quindi un approccio impositivo e costrittivo difficilmente risulterà vincente: il bambino deve imparare a riconoscere i cibi che gli fanno bene e deve comprendere che una buona alimentazione è fondamentale per crescere sano e forte.

I cibi ipercalorici non devono quindi essere del tutto proibiti ma va insegnata una loro consumazione con moderazione.

Un altro aspetto non indifferente è prestare attenzione alla varietà del cibo consumato: i bambini devono imparare a mangiare bene ma anche a mangiare tutto.

Una dieta monotona non aiuta ad assumere il giusto apporto nutrizionale: bisogna imparare a mangiare verdura e frutta di ogni tipo, ed è fondamentale farlo soprattutto in fase di crescita.

A scuola i bambini consumano il pranzo e la merenda di metà mattina: le proposte offerte dagli istituti sono pensate in collaborazione con esperti in nutrizione infantile e sono quindi variegati ed equilibrati. È importante che i bambini imparino a consumare anche i pasti diversi da quelli a cui sono abituati in famiglia e che accettino di mangiare cibo a cui solitamente non sono abituati.