Con il termine dislipidemie si va ad indicare quel gruppo di condizioni patologiche caratterizzate da una quantità di lipidi (colesterolo, trigliceridi o entrambi) elevata nel sangue. Gli effetti negativi sulla salute sono estremamente rilevanti, in particolar modo per il legame che queste mantengono con l’insorgere di malattie cardiovascolari.

Come sappiamo, le malattie cardiovascolari sono considerate al giorno d’oggi la principale causa di mortalità e disabilità a livello mondiale. I dati sono profondamente allarmanti: nel 2016 sono stati registrati circa 4 milioni di morti all’anno per malattie che colpiscono il cuore, che rappresentano circa il 45% delle morti totali.

Abbiamo già avuto modo di approfondire il legame che intercorre tra eccessivo peso corporeo e problemi cardiovascolari. In “Obesità e problemi cardiovascolari” abbiamo infatti scritto:

“Gli studiosi considerano l’obesità e l’eccesso di peso tra i più importanti fattori di rischio per malattie cardiovascolari, alla stregua di diabete, ipertensione arteriosa, fumo e sedentarietà. […] Le origini della correlazione tra obesità e malattie cardiovascolari sono molteplici. Innanzitutto, i soggetti in sovrappeso corrono un maggiore rischio di soffrire di ipertensione, di trigliceridi alti, di livelli alti di colesterolo LDL cattivo, e bassi di colesterolo HDL o buono.”

Oggi vogliamo dunque soffermarci proprio su quest’ultimo punto, ovvero sul legame tra dislipidemie e malattie cardiovascolari, cogliendo l’occasione per proporre qualche utile consiglio nutrizionale che aiuti a limitarne gli effetti.

Cosa sono le Dislipidemie: consigli per tenerle sotto controllo

dislipidemie-colesterolo

La dislipidemia è dunque quella condizione clinica caratterizzata da una alterazione quantitativa dei livelli di lipidi che circolano nel sangue, soprattutto colesterolo e trigliceridi. L’ipercolesterolemia si riscontra quando si alza il livello di colesterolo totale e supera la soglia dei 200 mg/dl; l’ipertrigliceridemia corrisponde invece a quando si alzano i trigliceridi. Poiché le patologie sono svariate e vanno a coinvolgere diversi tipi di lipidi, è più corretto parlare di dislipidemie.

Per diagnosticare queste condizioni patologiche è sufficiente un esame del sangue, che registri i livelli di colesterolo e trigliceridi. In particolare, i livelli delle due frazioni di colesterolo, quello LDL e HDL, sono i parametri più interessanti per una corretta valutazione diagnostica.

Il colesterolo LDL, o colesterolo “cattivo”, quando è presente in eccessive quantità nel sangue contribuisce a formare della placca ateromasica, ovvero un’area di degenerazione grassa giallastra che va a occludere arterie di medie e grosse dimensioni. I soggetti a rischio moderato non dovrebbero avere un livello di colesterolo LDL superiore a 115 mg/dl (che diventano addirittura 70 mg/dl nei casi di soggetti a rischio altissimo). Per calcolare il grado di rischio di un paziente si vanno a considerare i suoi dati anagrafici e di costituzione, e la sua storia clinica.

Il colesterolo HDL invece è considerato colesterolo “buono”: il suo compito è proprio proteggere dallo sviluppo di malattie cardiovascolari. Più basso sarà il livello, più alto sarà il fattore di rischio per patologie cardiache.

Come abbiamo detto, gli effetti negativi delle dislipidemie sulla salute sono molti e la prevenzione diviene quindi un aspetto fondamentale. Poiché queste sono generalmente legate a sovrappeso e obesità, subire un calo ponderale attraverso una dieta sana ed equilibrata e uno stile di vita attivo non potrà che avere effetti benefici anche dal punto di vista del profilo lipidico.

Possiamo quindi seguire qualche semplice indicazione per assicurarci che i nostri livelli di lipidi nel sangue si mantengano nella norma:

  • aumentare la quantità ingerita di cibi di origine vegetale
  • ridurre l’assunzione di cibi ricchi di grassi saturi e trans
  • aumentare il consumo di fibre, incrementando frutta, legumi, cereali, verdura. Le fibre aiutano a diminuire l’assorbimento dei grassi nell’intestino.
  • preferire grassi insaturi, come olio extravergine di oliva, pesce, frutta secca
  • scegliere di consumare almeno un pasto al giorno a base di cereali e verdure: il colesterolo è un grasso di origine animale, in questo modo ne si ridurrà notevolmente il quantitativo nel sangue.