Abbiamo più volte avuto modo di sottolineare come la chirurgia bariatrica sia oggi il metodo più efficace per ottenere una perdita di peso consistente e trovare quindi una cura efficace e duratura all’obesità. Oggi vogliamo ancora una volta approfondire una delle metodiche più innovative a disposizione dei chirurghi contemporanei: la tecnica EndoBarrier.

Nel nostro approfondimento “Chirurgia bariatrica: la tecnica EndoBarrier” abbiamo scritto in merito all’evoluzione tecnologica avuta dalla chirurgia bariatrica dalla seconda metà del secolo scorso:

“Dai primi anni ’50 e ’60, quando sono state sperimentate le prime tecniche chirurgiche di bypass gastrico, ad oggi, la chirurgia bariatrica ha fatto enormi passi avanti nello sviluppo di nuove e più efficaci tecnologie operatorie, cha abbiano minori conseguenze post operatorie sulla vita dei pazienti e allo stesso tempo un maggior impatto rispetto ad una perdita di peso duratura”.

L’obiettivo è sempre quello di ridurre l’invasività delle operazioni e le possibili conseguenze negative che queste possono causare. Ogni intervento chirurgico comporta sempre un certo indice di rischio per la vita del paziente; in particolare le operazioni di chirurgia bariatrica vanno a intervenire sul sistema digerente modificandone fortemente la conformazione finale: utilizzare metodiche che producano gli stessi effetti benefici ma limitino l’invasività dell’operazione significa ottenere un recupero più rapido per il paziente e dei benefici più duraturi.

Non dobbiamo dimenticare che un’operazione meno invasiva significa anche un minore tempo di degenza del paziente in ospedale, aiutando quindi ad abbattere i costi sanitari di trattamenti solitamente molto dispendiosi.

La tecnica EndoBarrier: una nuova frontiera di cura

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All’interno di questo orizzonte, medici specialisti di tutto il mondo stanno sperimentando metodiche che permettano proprio di ridurre rischi e invasività delle operazioni di chirurgia bariatrica, in particolare stanno puntando su un approccio endoscopico. 

La tecnica EndoBarrier è una delle metodiche più innovative impiegate per ottenere effetti simili a quelli ottenibili con un bypass intestinale, ovvero un notevole calo ponderale nel paziente e un fondamentale aiuto nella cura del diabete mellito di tipo 2, scegliendo però la via endoscopica. In Italia, il dottor Formiga è tra i primi utilizzatori di questa metodica, con numerosi casi di successo registrati. 

Riassumiamo brevemente la procedura: attraverso la bocca, mediante l’uso di un endoscopio, si introduce un tubo flessibile e impermeabile all’interno del tratto duodenale del paziente, ancorandolo alla parte iniziale del duodeno con delle graffette metalliche.

In questo modo si viene a creare una barriera tra il cibo e la mucosa intestinale, che riduce l’assorbimento del cibo e modifica la produzione di insulina. Questo dispositivo tubolare può restare in posizione fino a 12 mesi, al termine dei quali viene rimosso in estrema sicurezza.

L’adozione del sistema EndoBarrier, può portare il paziente obeso a subire la perdita di peso necessaria a tornare ad una condizione di normopeso, ma è sempre fondamentale che questo percorso sia supportato, oltre che dal medico chirurgo di competenza, anche da un esperto in nutrizione e dietologia, che definisca una dieta bilanciata per compensare gli eventuali squilibri vitaminici o nutrizionali che il paziente può incontrare.

I vantaggi nell’utilizzo della tecnica EndoBarrier sono certamente molteplici. Abbiamo già detto che si tratta di una procedura endoscopica, e quindi meno invasiva, ma aggiungiamo che questo significa che il paziente potrà lasciare l’ospedale entro 48/72 ore, riducendo drasticamente i tempi di degenza ospedaliera e quindi anche i costi sanitari di tutto il trattamento.

Si tratta inoltre di una tecnica del tutto reversibile: il tubo inserito si può allo stesso modo rimuovere con la stessa procedura con cui è stato messo in posizione, quindi senza particolari rischi per il paziente.

Una volta completati i 12 mesi di trattamento, il paziente dovrà continuare a seguire la dieta e le indicazioni prescritte dal team multidisciplinare che l’ha assistito: solo in questo modo potrà sperare di mantenere i risultati ottenuti e non rischierà di compromettere la buona riuscita del percorso di dimagrimento.