Nel corso dei nostri approfondimenti abbiamo avuto occasione di presentare alcuni dei più innovativi interventi di chirurgia bariatrica.

Se anche il bypass gastrico risulta ancora oggi l’opzione  più comune tra coloro che scelgono di sottoporsi all’intervento, la medicina contemporanea non cessa la sua costante ricerca di soluzioni sempre meno invasive e dal ridotto rischio di complicanze post-operatorie.

In “Chirurgia bariatrica: i protocolli pre-operatori”, affrontando un altro aspetto fondamentale del difficile percorso per ottenere un significativo calo ponderale, abbiamo ricordato che nonostante i traguardi raggiunti dalla medicina moderna, scegliere la chirurgia significa comunque sottoporsi a un intervento dalle conseguenze determinanti non solo sullo stile di vita, ma anche sul corpo stesso del paziente.

Alla luce di questa consapevolezza, seguire con dedizione e attenzione i protocolli post-operatori prescritti dai medici, permetterà al paziente un recupero più rapido e più efficace.

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Chirurgia bariatrica: i protocolli post-operatori

Ci siamo chiesti in “Cosa fare dopo un intervento di chirurgia bariatrica” a quali aspetti del percorso post-operatorio il paziente debba prestare particolare attenzione; entriamo ora nello specifico dei protocolli post-operatori e di cosa accade dopo l’intervento.

Il decorso post operatorio inizia con il rientro del paziente in reparto. Qui si apre la prima fase del percorso di recupero: è infatti molto importante che il paziente cerchi quanto prima di alzarsi dal letto e di recuperare una certa mobilità; questo riduce sia il rischio di complicanze che i tempi di convalescenza.

La degenza ospedaliera a seguito dell’operazione varia a seconda del tipo di intervento al quale si è stati sottoposti. Gli interventi come il pallone endogastrico, per i quali è sufficiente un’anestesia locale, richiedono una permanenza in ospedale molto ridotta, in media di solo 1 giorno; altri interventi, anche quando laparoscopici, generalmente necessitano di qualche giorno in più.

Come per la mobilità, anche la ripresa dell’alimentazione è un passaggio molto delicato e varia a seconda del tipo di intervento scelto: per questo motivo sarà decisiva l’assistenza di un esperto nutrizionista, che studi il caso specifico e definisca un piano di riabilitazione appropriato.

Il dietologo dovrà assicurarsi che il paziente sia ben istruito su come il suo approccio all’alimentazione debba cambiare sul lungo periodo; soprassedere sulle indicazioni terapeutiche e tornare a vecchi regimi malsani non solo pregiudicherà l’effetto benefico dell’operazione, ma avendo questa modificato la conformazione fisica stessa del soggetto, potrà in ultimo portare ad un drammatico peggioramento delle condizioni del paziente.

Subito dopo l’intervento, il paziente si dovrà dunque limitare a seguire una dieta liquida e semiliquida, composta di latte, brodo, omogeneizzati e yogurt. Gradualmente, nel corso dei due mesi successivi potrà ricominciare ad assumere cibo solido. Il volume dei pasti dovrà essere limitato e i liquidi andranno assunti in momenti separati, per evitare vomito e nausea. Il paziente dovrà abituarsi a mangiare lentamente e masticare bene i cibi: lo stomaco e in generale l’intero apparato dirigente sarà sotto stress e sarà importante non appesantirlo troppo e non causare altri fastidi, si consiglia dunque di consumare il pasto in 20-30 minuti. È da notare come il bypass gastrico sia l’intervento che espone maggiormente il paziente a carenze nutrizionali, soprattutto in comparazione rispetto agli interventi restrittivi.

Il paziente, una volta uscito dall’ospedale, continuerà ad essere assistito dal team di specialisti che ha seguito l’intero percorso: con visite di controllo regolari dovrà essere costantemente monitorato il risultato dell’operazione e il consolidamento dei risultati. Queste visite andranno ripetute annualmente, non solo per controllare che non ci siano complicazioni tardive (seppur estremamente rare), ma anche per mantenere viva l’attenzione del paziente sul suo stato di salute. Per questo motivo sarà fondamentale anche l’assistenza di un esperto psicologo o psichiatra, che lavori sul mantenere alto lo stato di vigilanza del paziente: anche quando risolto con il calo ponderale l’aspetto più debilitante della patologia, il soggetto obeso dovrà mantenere costante l’attenzione verso il suo stato di salute e un corretto regime alimentare.

Il percorso post-operatorio ospedaliero si svolge nei mesi successivi all’intervento, e il paziente dovrà essere seguito attentamente anche nella fase di recupero e di mantenimento, per non vanificare gli sforzi dispiegati. Il team multidisciplinare del Milan Obesity Center, composto da medici altamente specializzati, potrà assistere i suoi pazienti in tutti gli aspetti più delicati del trattamento, assicurando così i risultati sperati.