A questa domanda non possiamo dare una risposta univoca, ma possiamo cercare di fare chiarezza su quale sia il rapporto tra le due e su cosa significhi intraprendere la strada della chirurgia.

La chirurgia bariatrica non è indicata per tutti i pazienti con problemi di peso, ma viene consigliata in casi selezionati di obesità grave e patologica. Affrontare un percorso chirurgico richiede grande determinazione e impegno da parte del paziente, che deve essere consapevole delle possibili complicazioni e conseguenze che ne possono seguire.

La Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità (SICOB) ha pubblicato nel Settembre 2016 le nuove Linee Guida chirurgiche, dove vengono fornite informazioni sulle modalità di definizione e applicazione delle chirurgie bariatriche più innovative.

In questo documento si dichiara che la chirurgia bariatrica:

Rappresenta al momento la migliore risposta possibile in termini sia di riduzione del peso corporeo, sia di controllo delle complicazioni e di allungamento dell’aspettativa di vita. Il progresso della chirurgia bariatrica è testimoniato anche dal volume complessivo delle pubblicazioni scientifiche che sono comparse dal 2007 (anno di stesura delle precedenti Linee Guida) a oggi: ben 20.090 titoli!; l’Italia con 1064 titoli è al terzo posto nel mondo, e i chirurghi italiani possono vantare un contributo significativo nello sviluppo della chirurgia bariatrica.

I criteri per stabilire se un paziente possa o meno sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica vengono definiti proprio dalle Linee Guida della SICOB: questi criteri risultano più restrittivi per pazienti in età evolutiva (che hanno meno di 18 anni) e per gli ultrasessantenni.

Chirurgia bariatrica e dieta: cosa scegliere?

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L’obesità nel mondo occidentale è in costante crescita, causando un aumento della mortalità, una compromissione delle aspettative di vita di una grande fetta della popolazione e un innalzamento dei costi sanitari.

I pazienti che desiderano sottoporsi ad un intervento chirurgico devono essere attentamente valutati e selezionati dal chirurgo e da un’equipe multidisciplinare specifica: la fase di selezione è molto delicata ed è dunque importante che il paziente sia seguito non solo da un chirurgo specializzato, ma anche da un esperto nutrizionista e da uno psicologo o psichiatra che lo affiancheranno in ogni fase del percorso.

Questo gruppo di specialisti dovrà quindi valutare se il soggetto non solo possiede i requisiti minimi per poter affrontare l’operazione, ma anche se presenta dei criteri di esclusione.

Una soluzione chirurgica è consigliata, infatti, solamente a pazienti che:

  • presentano un’obesità patologica grave: come abbiamo visto approfondendo il BMI, esistono diverse categorie che definiscono il grado di obesità di un paziente, e qui si richiede un BMI che superi 35;
  • riscontrano comorbilità classicamente associate all’obesità, come ad esempio malattie cardiache, ipertensione, apnee da sonno, asma, problemi articolari, ma soprattutto diabete mellito di tipo 2;
  • hanno affrontato un percorso precedente di dieta e di terapie mediche che però non sono andate a buon fine;
  • dimostrano una piena consapevolezza di quale sia impegno richiesto dall’intero percorso, pre e post operatorio;
  • non presentano ostacoli medici o psicologici/psichiatrici (dipendenza da droghe o alcolici, instabilità emotiva, resistenza all’anestesia…)

Affrontare un intervento chirurgico non vuol dire sottoporsi ad un’operazione di routine: per quanto le tecnologie moderne stiano portando ad un crescente impiego di tecniche innovative come l’Endobarrier, Overstitch e Palloncino Endogastrico, che riducono rischi di complicazioni e richiedono un tempo di recupero più breve, il paziente non deve scegliere questo trattamento con l’intenzione di risolvere velocemente e senza sforzo i propri problemi. Anche quando eseguiti in laparoscopia, questi sono comunque trattamenti mediamente invasivi, che richiedono grandi sforzi da parte del paziente nella fase di preparazione e poi in quella di mantenimento, per non vanificare gli effetti benefici ottenuti.

I soggetti scelti, infatti, devono sempre dimostrare di aver prima tentato la strada della dieta e della correzione delle proprie abitudini alimentari: nessun intervento chirurgico potrà essere efficace se non sarà affiancato da un regime alimentare corretto e appropriato alle proprie condizioni.

Non si tratta quindi di scegliere la chirurgia per evitare l’impegno di mettersi a dieta e fare esercizio, ma anzi, la fase di preparazione all’intervento sarà definita da un esperto nutrizionista, che indicherà una dieta e che seguirà il paziente prima e dopo l’operazione.

Per questo motivo è importante farsi affiancare da un’equipe medica completa e specializzata come quella del Milan Obesity Center: uno dei pochi istituti italiani in grado di garantire un’assistenza professionale a 360 gradi, che ogni giorno conduce i suoi pazienti attraverso la scelta del trattamento migliore e in ogni fase di questo lungo percorso.