Oggi vogliamo esplorare le caratteristiche della tecnica di chirurgia bariatrica più diffusa in tutto il mondo: il bypass gastrico.

Con il passare degli anni, i casi di obesità hanno visto una costante e progressiva crescita in tutto il mondo, soprattutto nei paesi occidentali, dove la malattia è ormai così diffusa che si può addirittura parlare di vera e propria epidemia.

Sempre più sono i pazienti che, una volta raggiunto un grado di obesità severo, scelgono di affidarsi a trattamenti di chirurgia bariatrica per ottenere un calo ponderale significativo e risolvere così la loro drammatica condizione.

Se il primo passo per tentare un recupero della forma fisica e del pesoforma prevede sicuramente di praticare attività motoria in modo costante e di seguire un regime alimentare equilibrato, spesso la condizione clinica raggiunta dal paziente sarà troppo avanzata per trovare in questo modo una completa soluzione. La chirurgia bariatrica offre dunque un’opportunità più efficace e duratura per ottenere un calo ponderale sufficiente a ridurre il rischio di comorbidità e risolvere il proprio stato di salute.

Il Bypass Gastrico: la più diffusa tecnica di chirurgia bariatrica

bypass-gastrico-chirurgia-bariatrica

Il bypass gastrico, chiamato anche alla Roux-en-Y, è l’intervento più utilizzato dai chirurghi bariatrici di tutto il mondo ed è lo standard rispetto al quale oggi vengono studiate nuove tecniche e metodiche innovative, come ad esempio la realizzazione di suture endoscopiche grazie all’utilizzo dell’OverStitch™ Endoscopic Suturing System.

Come abbiamo scritto in “La tecnica OverStitch: una nuova frontiera per la chirurgia bariatrica” :

Tra le diverse tecniche chirurgiche a disposizione di chi soffre di obesità patologica grave, quella che viene più comunemente impiegata è il bypass gastrico: un’operazione di tipo misto, in parte “gastrorestrittiva” e in parte “malassorbitiva”.

L’azione malassorbitiva di una tale metodica è piuttosto blanda: permette all’organismo di assorbire solo parte delle calorie contenute nei cibi ingeriti, senza però affaticare ancor più il corpo del paziente con un deficit vitaminico o con le classiche scariche diarroiche tipiche degli interventi malassorbitivi puri.

L’azione restrittiva, invece, si ottiene attraverso la creazione di una piccola tasca gastrica, che riduce quindi le capacità di contenimento dello stomaco. Questo passaggio permette al paziente di raggiungere prima del consueto uno stato di sazietà e lo spingerà ad ingerire meno cibo.

Questo intervento risulta piuttosto complesso dal punto di vista tecnico e ne esistono diverse varianti. Le più comuni sono:

  • il bypass gastrico funzionale su gastroplastica verticale: unendo queste due procedure si realizza la tasca gastrica connettendola al resto dello stomaco attraverso uno stretto orifizio (neopiloro). Con questa metodica il risultato in termini di calo ponderale è paragonabile al bypass classico, ma si ottiene la possibilità di poter osservare per via endoscopica e radiologica la cavità gastrica esclusa dal tratto alimentare.
  • il bypass gastrico funzionale su bendaggio gastrico: attraverso questa combinazione di tecniche lo stomaco non viene sezionato, ma le sue capacità contenitive vengono ridotte attraverso il bendaggio gastrico, che potrà essere più o meno stretto a seconda del calo ponderale che il paziente vorrà ottenere. La cavità gastrica e duodenale potrà essere esplorata quando necessario, riallargando momentaneamente il bendaggio.

Nonostante la complessità dell’intervento, il bypass gastrico nelle sue diverse versioni è la metodica maggiormente impiegata sui pazienti con obesità di III classe. I risultati dimostrano infatti non solo il raggiungimento di un calo ponderale maggiore rispetto a procedure completamente restrittive, ma anche un periodo di mantenimento più lungo della perdita di peso, generalmente di 10-14 anni. L’utilizzo del bypass gastrico ha ottenuto ottimi riscontri anche nella cura del diabete mellito di tipo 2, sindrome strettamente correlata all’obesità.

Gli svantaggi rilevati a conseguenza dell’impiego di questa metodica possono essere di tipo medico o chirurgico. Dal punto di vista medico, sono legate alle condizioni generali del paziente, che deve essere ritenuto idoneo all’intervento dopo una scrupolosa indagine clinica e dopo un preventivo calo ponderale mediante dieta ed esercizio fisico. Dal punto di vista chirurgico, le complicanze più comuni sono fistole gastriche o intestinali ed emorragie digestive. La medicina moderna continua a studiare nuovi strumenti e approcci chirurgici che riducano gli effetti collaterali tipici della procedura: uno dei più efficaci è sicuramente l’impiego del OverStitch™ Endoscopic Suturing System.