La menopausa è un momento fisiologico delle donne, che segnala il termine dell’età fertile con la sparizione del ciclo mestruale. Nonostante presenti numerosi sintomi e disturbi, non si tratta di una patologia e di conseguenza la comunità medica non è alla ricerca di una cura complessiva: quello che possiamo fare dunque, è limitarci a comprendere come ridurre alcuni dei suoi effetti più disturbanti.

Il periodo fisiologico definito come menopausa è vissuto dalle donne tra i 45 e i 50 anni; i suoi sintomi variano a seconda della persona e gli effetti possono essere più o meno invalidanti sulla vita della donna.

Tra i sintomi immediatamente rilevabili si riscontrano disturbi psicologici (come alterazione dell’umore, ansia, irritabilità), vampate di calore, palpitazioni a riposo e aumento della sudorazione, disturbi del sonno.

Con il passare degli anni si verifica generalmente un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e diminuzione della densità ossea, che comporta un maggior rischio di fratture e osteoporosi.

Una delle sintomatologie più comuni tra le donne in menopausa è l’aumento di peso, anche se sembra essere una condizione legata più a fattori psicologici che ormonali o metabolici, che sono comunque in gioco in questa fase così delicata.

Scopriamo ora le cause e come tenere sotto controllo l’aumento di peso rilevato in fase di menopausa.

Aumento di peso in menopausa: cause e rimedi

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Durante il periodo di menopausa, l’attività delle ovaie si riduce portando ad una variazione dei livelli di estrogeni e dell’ormone progesterone (ormone femminile correlato alla fertilità), provocando un disequilibrio ormonale. Il corpo subisce numerosi effetti collaterali che colpiscono la donna ad un livello fisiologico, metabolico e psicologico.

I fattori che causano aumento di peso sono molteplici:

  • il metabolismo inizia a rallentare e aumenta dunque il numero di cellule adipose;
  • l’organismo ha bisogno di meno energia e trasforma in grasso quella eccedente;
  • alterazioni psicologiche inducono la donna ad uno stile di vita meno attivo;
  • si perde fibra muscolare e il tessuto muscolare lascia spazio a quello grasso.

Dimagrire in menopausa richiede quindi un intervento nutrizionale e un cambiamento nello stile di vita: l’obiettivo è quello di limitare le conseguenze negative che la menopausa inevitabilmente avrà sulla donna.

Più che perdere peso, è più importante in questa fase mantenere il normopeso del soggetto, e quindi evitare di ingrassare. Un processo di mantenimento si basa sull’incremento dell’attività fisica e su un corretto consumo di alimenti selezionati. Il mantenimento del normopeso richiede certamente attenzione e dedizione, ma allo stesso tempo uno sforzo e un impegno meno decisivi rispetto ad un percorso di dimagrimento.

Gli effetti della menopausa sull’alterazione di peso variano però da donna a donna, e potrebbe risultare necessario affrontare un percorso verso un calo ponderale. È importante sottolineare però come sia sempre fondamentale consultare un esperto nutrizionista, soprattutto quando si rivela necessaria la perdita di peso: la condizione psicologica della donna in menopausa è più delicata, e il fallimento di una tentativo di calo di peso comprometterebbe ancor più la sua stabilità emotiva.

Senza la dovuta assistenza di uno specialista, possiamo incorrere in conseguenze negative anche dal punto di vista organico e metabolico: ridurre drasticamente alimenti dall’alta densità energetica implicherebbe anche una riduzione di importanti fonti vitaminiche, di calcio e ferro. Per questo motivo potrebbe essere necessaria l’assunzione di integratori alimentari specifici.

Per limitare gli effetti della menopausa sull’alterazione del peso corporeo è necessario un intervento cognitivo, comportamentale, nutrizionale e motorio. È dunque importante assicurarsi il mantenimento di un regime alimentare sano ed equilibrato e un’assunzione di pasti ben ripartita, con porzioni controllate, eliminando alimenti grassi ed elaborati, prediligendo grassi vegetali non idrogenati.

Una buona alimentazione va accompagnata da una costante attività fisica aerobica e anaerobica: non si consigliano attività stressanti, ma quotidiane e distensive, come nuotare, camminare o andare in bicicletta.

Infine, uno degli aspetti più rilevanti è prestare attenzione allo stato psicologico e mentale che colpisce le donne in questa fase della loro vita. È ritenuto normale percepire un senso di fragilità, vulnerabilità, alterazione dell’umore. Con il giusto sostegno, apportato anche dall’assistenza di uno specialista in psicologia, si potrà limitare il rifugio nel cibo come mezzo di conforto o il conseguente peggioramento dell’umore dovuto ai chili acquisiti.